I giorni della ruota di Guido Sgardoli

Avevo già parlato di Guido Sgardoli qui, tessendone lodi assolutamente meritate. Ora, mi ritrovo a ripeterle in seguito alla lettura di questo stupendo libro che è I giorni della ruota. un libro che ricorda per la struttura narrativa, per le vicende roccambolesche, per la genuinità dei personaggi i classici per ragazzi dell'ottocento. Un Oliwer Twist moderno. Sarà perchè amo il genere, sarà perchè secondo me scritto in maniera esemplare, ma devo dire e ripetere che questo è un gran libro. Un libro che ti cattura e che ti fa sognare, un libro che ci narra di quello che eravamo, un libro che ci parla del dolore delle scelte e dell'amore che, a volte, c'è dietro questo dolore. Oserei dire che questo libro diventa, dalla prima lettura un evergreen: ha, infatti, quella capacità di essere adatto sempre in qualsiasi situazione. Al centro della storia c'è lo Spedale della Pietà, istituto che accoglieva nella Venezia di inizio XX secolo i bambini abbandonati. Fra questi bambini c'era Eligio S. Guido Sgardoli, ci narra le sue avventure, le sue peripezie, la sua scoperta della vita in una Venezia poco nota ai turisti. E fra una frase in dialetto e una in italiano si va alla scoperta della magica atmosfera lagunare. E insieme a Eligio e la sua adorata amica Rosapineta, ci andiamo anche noi, pronti a meravigliarci, pagina dopo pagina della semplicità e della bellezza di questo libro.
"'e lagreme 'e bagna par gioia o par magagna..." (pag. 25)
"In un luogo dove famiglia era una parola priva di significato concreto e lontana dalla realtà, capitava che si creassero spesso dei legami indecifrabili e talvolta improbabili che sopperivano alla mancanza di consanguinei affetti." (pag. 32)
"A suo modo di vedere non erano un abito o una carica a far di un cristiano un buon cristiano." (pag.33)
"la sua timidezza le arrecava gran danno e senza personalità la vita poteva risultare assai più difficile di quel che già era." (pag. 43)
"Pare che esser rosi dall'invidia capiti ai troppo furbi e ai babbei..." (pag. 56)
"Quella speranza che aveva nel nome forse non era altro che il destino della sua vita, restare per sempre una promessa irrealizzata." (pag. 71)
"Sono tempi nuovi questi. Non c'è spazio...cough...non c'è spazio per l'umanità. In quanto alla giustizia è ora che sappiate una cosa: la giustizia, mia cara, non esiste". (pag. 75)
"Quei che stenta de nasser i stenta anca de morir" (pag. 118)
A.S.S.A.S.S.I.N.A.T.I.O.N. di Guido Sgardoli

La domanda è questa: può un libro per bambini essere il miglior libro che ho letto fino a questo momento in questo anno? non che non mi sia mai successa una cosa del genere data la mia passione per la saga di Harry Potter, tuttavia ero molto dubbioso potesse accadermi un'altra volta, soprattutto per un libro come questo che non è un fantasy. Trovo che A.S.S.A.S.S.I.N.A.T.I.O.N. di Guido Sgardoli sia semplicemente geniale. Geniale è l'idea di fondo che vede come protagonista David Pip, figlio di Sherlock Holmes che va alla ricerca del padre date le ultime notizie che lo vogliono morto per mano del prof Moriarty. Assolutamente ancora più geniale l'idea di fargli trovare nel corso della sua ricerca i personaggi di altri romanzi dell'ottocento. Un libro che ha giustamente meritato il premio Andersen. Un libro che mi ha folgorato. Se non avete preconcetti, e quando si parla di arte non bisogna averne, comprate questo libro e immergetevi nelle sue atmosfere. Un giallo in piena regola, raccontato per i bambini, ma che stupisce fino all'ultimo. Niente è come sembra fino all'ultima pagina.
"Una volta qualcuno ha detto che salvare un solo uomo equivale a salvare l'umanità." (pag. 23)
"Se proprio non puoi sfuggire al tuo nemico, lascigli credere di averlo fatto. [...] Eliminato l'impossibile, tuttto ciò che resta, per quanto improbabile è la verità." (pag. 63)
"La mancanza di timore è degli scicchi sprovveduti." (pag. 88)
"furono presi da un attacco di ridarola, quello strano fenomeno che induce a ridere di continuo senza alcun motivo apparente, ma che alla fine, pur sfiancando come una corsa, fa stare immediatamente bene." (pag. 129)
"E quante cose brutte e cattive t'insegnava un posto come Montague Hall, c'erano altrove cose altrettanto belle e buone che le bilanciavano." (pag. 157)
"Troppo spesso, pensava, la genialità viene scambiata per follia" (pag. 171)
"Il buoio cela i misteri." (pag. 274)
"Sapete cosa significa nemesi? Qualunque cosa ha un suo opposto. Il Bene è compensato dal Male in egual misura. Io esisto solamente se Holmes esiste. Sono la sua metà oscura. Siamo come il giorno e la notte, il caldo e il freddo, la vita e la morte. Ci rincorriamo incessantemente e non può esistere l'uno senza l'altro." (pag. 296)
"Ho ancora idee piuttosto confuse su quale sia la realtà e quale sia la finzione di un romanzo. Forse non vi è distinzione alcuna, se non nelle nostre menti, e tuttavia non passa giorno in cui, incontrando le persone che incontro, io non mi chieda se appartengano all'una o all'altra o se io stesso viva tra le pagine di un libro." (pag. 321)





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