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De.licio.us

Pollyanna

by raoulmk

17/02/2008 - 18:00

Oggi vi parlerò di uno dei miei libri preferiti, Pollyanna di Eleanor H. Porter. Questo romanzo si pone come pilastro nella letteratura per ragazzi, anche se in verità io ci sono arrivato in età adulta. Infatti devo ammettere che mi sono sempre posto in maniera ostile nei confronti dei classici per ragazzi, ma a Pollyanna affido il merito di avermi fatto scoprire la bellezza del genere cui appartiene, infatti dopo averlo letto mi sono appassionato sempre più fino andando a ricercare titoli antichi, magari ricordati solo per versioni cinematografiche. La storia è molto semplice, narra di una ragazzina, Pollyanna, rimasta sola al mondo, che viene mandata dalla austera e severissima zia Polly. Fin qui niente di nuovo, la solita storia strappalacrime. A rendere però, secondo me, Pollyanna un libro magico è proprio il personaggio della ragazzina che si caratterrizza per riuscire a superare le avversità facendo "il gioco della felicità". La ragazzina lo spiega a chiunque si trovi in una situazione non facile e conquista via via e sempre di più tutte le persone che la circondano, anche la stessa zia Polly. E non conquista solo i personaggi del libro ma lo stesso lettore, spingendolo anch'esso a fare il famoso gioco, che altro non è che pensare che in fondo poteva sempre andare peggio. Il tutto fila liscio, come in tutte le belle storie fino a che a Pollyanna non capita un incidente che la porta a perdere l'uso delle gambe, che non minano solo la sua capacità di camminare, ma anche la sua felicità e voglia di vivere. e poi...e poi il resto non ve lo racconto...perchè il libro merita di essere letto, da bambini e adulti, perchè ti riporta a una dimensione fanciullesca. Il racconto ha un seguito, che è Pollyanna cresce, che però a mio parere non ha la magia del primo e siccome in questo blog voglio solo parlare di ciò che mi piace veramente preferisco glissare.

Non glisso però sulla versione cinematografica che è uscita nel 1960 con il titolo de Il segreto di Pollyanna alludendo quindi al gioco della felicità della bambina. Il film, che vede la regia di David Swift, però secondo me perde punti proprio su questo, infatti non pone troppa attenzione sul gioco della felicità come invece fa il romanzo. Non per questo però è un brutto film, anzi ricalca in maniera fedele il libro, con anche una certa somiglianza fra gli attori e i protagonisti.

Del racconto infine c'è stata una versione a cartoni, realizzata dalla Nippon Animation nel 1986, che come molte riproposizioni nipponiche allunga la storia pur rimanendo fedele al libro. Cartone a mio parere molto molto bello, che mi ha influenzato soprattutto per quanto riguarda la mia passione per i prismi, che è nata proprio guardando una puntata del cartone dove Pollyanna gioca con questi. L'anime era poi accompagnato da una sigla strepitosa, composta da Alessandra Valeri Manera e Carmelo Carucci e cantata dalla mia amata Cristina D'Avena, sfido chiunque di voi, che sia come me figlio degli anni 80, a resistere dal non cantarla!A voi la videosigla: http://www.youtube.com/watch?v=5RoH8K8kbT4


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