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La ragazza delle arance di Jostein Gaarder

di raoulmk (09/08/2009 - 14:25)


Solitamente, come ho avuto modo di scrivere altre volte, il mio modo di scegliere i libri è un pò particolare...è una sorta di scelta reciproca fra me e il libro in questione. In questo caso è stato divero. La ragazza delle arance di Jonestein Gaarder è un libro che mi è stato prestato da un mio amico. A dirla tutta questo è il suo libro preferito. Il testo mi aveva incuriosito, più però per poter capire meglio il mio amico che per altro. Perchè trovo che sia una cosa meravigliosa conoscere le persone che abbiamo attorno da quello che loro amano. Cercando poi di capire quello che amano. La ragazza delle arance, all'inizio della lettura si pone come un libro, almeno per me, molto difficile. Le prime 50 pagine sono state difficili da leggere, dure da digerire, il romanzo faceva fatica a conquistarmi. Poi, la svolta. mi ha preso sempre più, mi ha conquistato ed è arrivato alla fine in un attimo. La storia è molto semplice, il Georg è il quindicenne protagonista, a cui, un bel giorno viene recapitata una lettera di undici anni prima, il cui mittente è il padre, morto poco dopo la redazione della stessa. In questa lettera il padre gli racconta una storia, la storia della ragazza delle arance. E pone a Georg una domanda, alla quale, alla fine della lettera vuole una risposta. La lettera, è un modo del padre di Georg di trasmettere sè stesso al figlio. E' un modo per farsi conoscere. E' un modo per essere ancora vivo. Romanzo che ti porta a riflettere sull'esistenza, sul significato di vivere e morire, a tratti fortemente nihilista. Bello intenso. Speciale. Penso di comprendere perchè il mio amico lo ami molto. E' un libro che una volta letto ti fa senitre, inevitabilmente più grande. ah..anche io ho voluto rispondere alla domanda posta nella lettera...avrei scelto senz'altro la prima opzione...curiosi su quale sia la domanda e le opzioni, eh? Leggetevi il libro...è un bel consiglio che vi do...

"Ho cercato molte volte di pensare al futuro, ma non riesco a immaginarmi neanche lontanamente come vivi ora. So solo chi eri." (pag. 17)

"Non ho bisogno di vedere più cose o di fare più esperienze di quante non ne abbia già fatt e viste. Vorrei soltanto, con tutto il cuore, poter tenere quello che ho." (pag. 21)

"Se tutti si lasciassero soffocare da lettere di genitori e progenitori morti, non riusciremo a vivere la nostra vita." (pag. 41)

"Ero sconvolto, ero esausto, ero sazio. Avevo vissuto un'esperienza deliziosa e misteriosa della quale mi sarei potuto nutrire per mesi e mesi." (pag. 46)

"Ma ci sono delle ragazze che non sono in grado di vedereal di là del loro mascara. Poi ci sono forse anche dei ragazzi che non sono in grado di lanciare uno sguardo oltre il pallone." (pag. 61)

"Coloro che non sanno vivere non vivranno mai. Tu cosa fai? (P. Hein)" (pag. 69)

"Posso aspettare fino a quando il cuore non sanguinerà per il dolore." (pag. 77)

"Ero eccitato, il cuore si mise a produrre in quantità eccessive delle sostanze che noi medici chiamiamo endorfine. Esiste un termine per questo stato quasi morboso di esaltazione. Si dice che il paziente è euforico." (pag. 99)

"No, non ero in grado di giudicare questa faccenda. Vi ero troppo coinvolto." (pag. 106)

"Probabilmente non esiste nessuna intimità che possa competere con due sguardi che si incontrano con fermezza e decisione e che semplicemente si rifiutano di lasciare la presa." (pag. 115)

"Non possiamo possedere l'uno il passato dell'altra." (pag. 122)

"Se tutto quel che è successo nella storia dell'universo venisse compresso in uno spazio temporale di ventiquattroe, la terra non sarebbe nata che nel tardo pomeriggio. I dinosauri sarebbero apparsi qualche minuto prima di mezzanotte. E l'uomo sarebbe esistito solo negli ultimi 2 secondi..." (pag. 129)

"Ma non ci scottiamo stando sotto le stelle?" (pag. 159)

"Quando la testa è piena di pensieri profondi, si può accennare qualcosa, oppure si può stare zitti." (pag. 175)

"La vita è una lotteria gigante dove si vendono solo i biglietti vincenti. Tu che stai leggendo questo libro sei uno di questi biglietti. Lucky you!" (pag. 193)

L'importante è adesso di Francesco Gungui

di raoulmk (03/08/2009 - 15:16)


Dopo il riuscitissimo Mi piaci così che potete trovare commentato qui, ecco il nuovo romanzo di Francesco Gungui, L'importante è adesso, gran bel libro da portarsi sulla spiaggia e sfogliare avidamente. Nuovi personaggi, nuove locations, anche se l'autore continua a scrivere di storie di ragazzi. Ragazzi che in questo caso, si trovano a dover scegliere cosa fare della loro vita, dopo aver sostenuto l'esame di maturità. Giacomo, il protagonista, (e giuro, ogni parola, ogni sua frase mi ricorda me stesso) che università e qualora decidesse di farlo in quale; se seguire il branco oppure il proprio cuore. Ed ecco che così, per caso, decide che forse la scelta migliore per lui è fare un periodo fuori dall'Italia, per poter capire meglio cosa volere e cosa aspettarsi dalla vita, senza prendere quella che è la strada più facile. La sua destinazione è Londra. Una Londra nella quale ha una base di appoggio, ma che inizialmente cerca di non sfruttare. Una Londra descritta così bene, che sembra di esserci, di sentirne gli odori, di percepirne la frenesia. Ed è a Londra che si incontra/scontra con Viola. Ragazza, che lo mette sempre in seria difficoltà. Qualsiasi cosa faccia e dica con lei non va mai bene. Ma è proprio con Viola che Giacomo vivrà a pieno la sua vita, vivrà esperienze nuove, e capirà qualcosa in più di se e degli altri. Gran bel libro, davvero, scritto bene come l'altro che ho letto, e che nonostante a prima vista appaia come il solito libro generazionale, fa riflettere, soprattutto sul fatto che da ogni nostra azione deriva un effetto, a volte anche il più imprevedibile.

"Magari tra qualche giorno la bacerà, poi faranno sesso e tra un pò si lasceranno. Ma le mie storie non seguono mai questo copione." (pag. 6)

"non voglio un futuro che sa già di pigiama." (pag. 16)

"nella mia testa parte una specie di nastro registrato con tutte le frasi che dovrei o potri dire per attaccare bottone e che puntualmente non dico." (pag. 19)

"A me mancava un esame alla laurea in filosofia. E mi sono rotto le palle. Ho capito che con quella laurea non ci facevo niente, che se mi andava bene finivo a fare selezione del personale." (pag. 71)

"se metti un attimo in stand by le tue paranoie non succede niente." (pag. 90)

"Se sei onesto con gli altri, poi sei per forza onesto con te stesso." (pag. 115)

"Non sono mai stato male per una ragazza, non mi sono mai trovato a correre dietro a qualcuna, a dare i numeri, a disperarmi. Le mie storie sono sempre finite senza drammi e per lo più con l'effetto dissolvenza." (pag. 140)

"Vanno sempre così le mie storie. Non sono mai io a provarci. E' una specie di inerzia." (pag. 143)

"le mie storie sono strane. C'è sempre qualcosa che non va fin dall'inizio ed è sempre qualcosa che le fa finire." (pag. 175)

"Non c'è tanta differenza fra fare una cosa e fare finta di farla." (pag. 178)

"Penso che niente viene per caso e che a volte girando a caso si può arrivare nel posto giusto." (pag. 207)

"anche quando piove il sole c'è sempre, solo che non lo vedi. Quindi non bisogna dire che il sole non c'è. Il sole c'è sempre." (pag. 255)

"E' che non vado pazzo per i silenzi." (pag. 268)

"Troppi pensieri, penso sempre troppo, soprattutto la sera." (pag. 269)

"si, quando pensi agli altri tu sei diverso, sei sicuro di te, sai cosa dire, anzi, sembra che non ci debba nemmeno pensare. Quando si tratta di te, invece, non capisci un cazzo." (pag. 276)

"Se ti dico di tirar fuori le palle vuol dire che non hai fatto qualcosa e invece tu pensi che hai fatto qualcosa che non va. Smettila di pensare a cosa va o a cosa non va! Fai le cose e basta!" (pag. 303)

"Chi se ne frega del futuro. Non mi importa quello che succederà domani, dopo domani, tra dieci anni. Non mi importa se troverò un buon lavoro, se sarò felice o triste, non ha nemmeno senso pensarci. E il mio passato, gli sbagli che ho fatto, tutte le paure e le cazzate, è già parte di me senza che io mi ostini a disperarmi sulla carcassa. Ho tolto tutto ed è rimasto solo quel momento. L'importante è adesso." (pag. 326)

"Cerco di fare di tutto per trattenerlo, per impedire che i neuroni del mio cervello mettano insieme le parole necessarie ad esprimerlo, ma evidentemente è già troppo tardi. Così penso: certo che quando si sta bene si vedono le cose in un altro modo. [...] Vuol dire: sto un pò meglio con me stesso e quindi me ne frega meno delle altre cose. Vuol dire: il cuore è appagato e quindi la mente soffre meno, cioè pensa meno." (pag. 334)

"Ciò che è possibile immaginare difficilmente contiene anche solo una briciola di ciò che accadrà davvero." (pag. 370)

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