L'età del dubbio di Andrea Camilleri

Mi rendo perfettamente conto che se uno vuol cominciare a leggere di una saga non è proprio ideale partire dall'ultimo volume, ma siccome del Commissario Montalbano esiste una quantità industriale di avventure mi son detto che visto che non sarei mai riuscito a trovare la prima avventura, tanto valeva iniziare da una a caso. E quella a caso è stata l'ultima, L'età del dubbio. Coltivavo il sogno di iniziare a leggere Montalbano da diverso tempo, ma il fatto che fosse tutto scritto in dialetto siciliano mi ha sempre fatto desistere. L'unico libro di questo tipo che ero riuscito a portare a termine era stato I Malavoglia. E devo ammettere che se non fosse stato per il fatto che la storia è proprio bella, dopo una decina di pagine avrei riposto il caro Montalbano in libreria perchè finchè non entri nel linguaggio solo per leggere e capire una pagina ci vogliono due ore. Poi, poi niente, Camilleri è bravissimo ad appassionarti, non ti stacchi più una volta superate le difficoltà iniziali. L'età del dubbio è un gran bel giallo, che non ti anticipa nulla del finale e che vede Montalbano innamorarsi perdutamente di un'altra ragazza...fra tormenti, dubbi, omicidi si arriva a un gran finale col botto! Vi consiglio di non perdervelo, merita davvero!
"E novamenti si pirdì appresso al pinsero della picciotta. Non gli piaciva che appena la pinsava non arrinisciva cchiù a concentrarisi supra a nisciun'altra cosa." (pag. 82)
"No, non c'era tempo per le dimanne. Via ogni dubbio, via la coscienza, via la ragione." (pag. 98)
"In amuri, la ragione o si dimette o va in aspettativa. Se può ancora esistiri, essere presenti, obbligarti a considerare i lati negativi del rapporto, veni a significari che non si tratta di vero amuri." (pag.149)
"Com'è che ora non aviva cchiù 'ncirtizzi? Com'è che adesso...No, nenti dimanne. Goditi il sono delle campane." (pag. 185)





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