L'agosto di Mario Rossi di Marco Zarfati

Bene, bene...visto che siamo sotto Natale vi consiglio un ulteriore libro da regalare o regalarvi per le imminenti festività, un libro fresco, frizzante e divertente...Il libro in questione è L'agosto di Mario Rossi, scritto da un sempre più promettente Marco Zarfati. Romanzo che vede la luce poco dopo il suo esordio con Io ci sto e che segna e evidenzia quella che è una sua dote innata: riuscire a farti entrare nel mondo che descrive, a farti estraniare dalla realtà per catapultarti in un universo parallelo che prende forma parola dopo parola. Ho evidentemente un debole per il suo modo di scrivere, basta solo che vi leggiate quello che avevo commentato poco dopo aver letto Io ci sto, ma non posso fare altrimenti...quando trovo uno scrittore che riesce a farmi stare incollato alla sua creatura, pagina dopo pagina, beh...non riesco a star zitto. Il romanzo in questione già in parte lo conoscevo, perchè uscito a puntate questa estate sul sito dell'occidentale, ma rileggerlo sulla carta stampata, e soprattutto di seguito è stata completamente un'altra cosa. Un pò perchè così sono riuscito ad apprezzarlo meglio nella sua interezza, non tralasciando così mai il fil rouge che lega le varie giornate del protagonista, ma soprattutto perchè mi ha ricatapultato indietro di qualche mese, facendomi rivivere la mia estate.
Il romanzo racconta delle avventure/disavventure di un giornalista, Mario Rossi appunto, alle prese con oroscopi da creare e vacanze da godersi. Un diario quotidiano della sua realtà, della sua vita, dei suoi pasticci, delle sue gaffe. Un pasticcione nel quale tutti ci possiamo ritrovare, per sorridere anche un pò di noi.
"Divento rosso come un peperone e non riesco a parlare" (pag. 19)
"Ma se non me le scrivo io le buone notizie chi me le deve scrivere!" (pag. 29)
"Si sono messi tutti a ridere, ma io in realtà ero serio" (pag. 31)
"[...]uno dei momenti che mi piacciono di più da quando vivo solo è andare a fare la spesa. Ne ho un ricordo piacevole per quando da piccolo accompagnavo mia madre e la costringevo a comprarmi di tutto." (pag. 48)
"Chissà come ci si sente a stabilire un record mondiale. Lei aveva battuto tutti i record: era la prima italiana, prima donna, oltre che prima nella gara." (pag. 55)
"E' tantissimo tempo che non bacio una ragazza e temo di non ricordare come si faccia. [...] Fianlmente capisco a chi assomiglia: è identica alla scoiattolina che si innamora di Mago Merlino sempre ne"La spada nella roccia". Solo che non glielo posso dire, temo che si offenderebbe." (pag.57)
"come insegna Umberto Tozzi, gira gira gira gli altri alla fine siamo noi, penso sempre che tanto non sono io, nè nessuno che conosco." (pag. 58)
"Ma perchè i miei gesti vengono sempre fraintesi?" (pag. 64)
"Va avanti praticamente per sempre, mettendomi nell'imbarazzo più totale. Era interessante scoprire questo suo aspetto, ma in certe situazioni io non so proprio cosa dire." (pag. 81)
"Quando si vedono più posti nella stessa vacanza sembra di aver fatto più vacanze"(pag. 82)
"tutti i ricordi che ho lì dentro non sono custoditi che nella mia testa, e non mi sembra un posto sufficientemente sicuro." (pag. 91)
"Quando entro dentro al mio appartemento mi pervade un senso di familiarità e nostalgia: è bellissimo quanto ogni angolo parli di me, e ne parli in un modo che mi piace. Sono orgoglioso." (pag. 93)
"se Dio avesse voluto che l'uomo volasse probabilmente gli avrebbe fatto le ali, guarda Icaro poverino" (pag. 98)
"Vado a letto con il sorriso e penso che sono fortunato ad avere degli amici come loro: sono come una famiglia per me e non li cambierei per niente al mondo" (pag. 109)





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