Ritorno (d)al passato
di raoulmk (29/06/2008 - 17:58)
Vi è mai capitato che il passato ritorni? Soprattutto quando questo passato ha un nome e un cognome? A me è capitato..ultimamente anche di frequente..il destino, o forse semplicemente il caso ha voluto che io riincontrassi una persona che era passata nella mia vita, ci era rimasta e poi era andata via. Poi il niente, il nulla più assoluto. Sparita, missing. Meglio così. Finchè..finchè 4 anni dopo ci siamo rivisti. La cosa particolare di questi incontri sono il misto di emozioni che riesci a provare, da un lato sei contento, perchè comunque rivedi una persona alla quale hai comunque voluto bene, dall'altro lato ti domandi se in verità sei realmente riuscito a liberarti (nel senso buono del termine) veramente di lei oppure quel sentirsi libero era dovuto solamente al non vedersi...Con mio grande stupore, mi sono accorto che, si! Mi ero liberato di lei, dei suoi sorrisi, del ricordo delle sue carezze, del ricordo dei suoi baci. Mi sono sentito forte. Poi succede che in realtà, non ti puoi dimenticare le cose belle, inevitabilmente riaffiorano. Panico! No, non può essere! ancora una volta no! Mi rifiuto! Basta! poi ti rendi perfettamente conto, che quelli sono ricordi, che te sei un'altra persona e che non ti conosce, non può farlo. "Sei cambiato!" mi dice "in meglio intendo.." continua. Lo so...è cambiata completamente la mia vita negli ultimi quattro anni! non esiste più il mister perfezione di prima, esiste una persona che sbaglia, e cha ama sbagliare, per sentirsi vivo. Ti senti comunque libero da lei. Basta, capisci che non è che non ci sia più nella tua vita, ma che piuttosto esiste ancora nella tua vita, ma in altra forma. La rivedi. Cazzo, il motivo per cui ne ero innamorato esiste ancora, basta guardarla..ne sono però distante.."Sei in splendida forma!"...lo so, sono felice...cerco di esserne distante..e ci riesco...poi quel bacio lanciato...porca misera...ma che bisogno c'era?!? Riesci sempre a crearmi mille paranoie!...che per fortuna, spariscono poco dopo, perchè in questo momento della mia vita, per fortuna, ho altro a cui pensare, altro che forse è meglio, forse è peggio, ma che non conosco e che per questo forse vale la pena aver voglia di farlo! Rimane comunque un piacere rivederti, ogni volta riaffiorano solo bei momenti...passati per fortuna!
Apologia di Platone
di raoulmk (29/06/2008 - 12:29)
Dopo essermi dedicato negli ultimi periodi a letture un pò più facili, ecco che mi son accinto alla lettura di tre libri di Platone: Apologia, Simposio e Fedone. Avevo già letto parte di queste opere a scuola, senza averle amate fino in fondo, un pò per l'effetto che la scuola da a qualsiasi cosa ti dia da fare, un pò forse anche perchè forse non pronto a coglierne la bellezza. Oggi voglio parlarvi dell'Apologia. L'apologia è il discorso che Socrate tiene dinnanzi la giuria che lo sta giudicando. Libro di eccezionale intensità emotiva, che ti fa pensare in qualsiasi passo, in qualsiasi parola, perchè, anche se è stato scritto più di duemila anni fa, descrive vizi e virtù degli uomini. Vizi e virtù, che possono magari cambiare nel contesto, ma rimangono gli stessi. Abile esempio delle capacità di esprimersi del filosofo, del suo rendere accessibile discorsi alti anche a chi mancano le basi. Fortemente impegnativo, ma bello.
"Ognuno di noi due, infatti, rischia di non sapere proprio niente del bello e del buono, ma lui crede di saper qualcosa mentre non sa; io, invece, non solo non so, ma non credo nemmeno di sapere, e dunque mi sembra di essere più sapiente di lui proprio per questa piccola differenza, che non credo di sapere quello che non so." (Apologia; VI)
"[...]la virtù non deriva dalle ricchezze, ma [...] per tutti gli uomini a livello personale o comunitario le ricchezze e tutti gli altri beni derivano dalla virtù." (Apologia; XVII)
"[...]nessun male può colpire l'uomo retto nè quando vive nè quando è morto[...]" (Apologia; XXXIII)
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