Io ci sto di Marco Zarfati

Come faccio ad arrivare io a determinati libri vorrei proprio saperlo...Questo "Io ci sto" di Marco Zarfati mi ha poi letteralmente stregato dopo aver avuto la fortuna di averlo adocchiato su uno scaffale in libreria...romanzo esordio, (ultimamente mi sento molto scopritore di nuovi talenti!!! :)) di un giovane autore per una casa editrice nuova, o per lo meno, non conosciuta da me, la Fermento, che, inutile girarci attorno, mi ha conquistato dalla prima pagina! Di cosa parla? Di amicizia, di amore, di tradimenti e riappacificazoni, di sesso, ossia di tutto quello attorno a cui ruota la nostra vita quotidianamente. E viene fatto con un linguaggio che non esula dalla realtà, ma che anzi vi è intrinsicamente legato. E' la storia di tre amici, amici per caso che poi diventano amici per davvero, perchè il sentimento che li lega è forte e pulsa nelle loro vene. Amici che decidono di fare un patto, ogni qual volta uno di loro chiederà agli altri di fare una cosa, questi dovranno rispondere "Io ci sto!". E' un racconto di sentimenti, di sicurezze che vengono messe a dura prova dall'arrivo di due ragazze. E' un'evoluzione di affetti, una giravolta di sensazioni che tocca tutti i protagonisti, portandoli a provare dubbi, ma anche certezze. Un gran bel libro, scritto molto bene (anche se in verità a capire il finale ci sono riuscito solo grazie al valido contributo della mia amica Sam:) ), al quale spero ne seguiranno altri, e che parla e descrive la vita e i sentimenti...unico rammarico? aver scoperto che l'autore ha presentato qui a Firenze il libro solo martedì scorso...porca zozza...sempre dopo arrivo io..mi avrebbe fatto piacere prenderne parte...
"Generalmente ci penso due ore prima di dare una risposta definitiva, invece in quell'occasione mi sono sentito travolgere da un'ondata di incoscienza che non sono riuscito a trattenere." (pag. 12)
"Ragazzi non so come sia possibile ma ogni volta che sono con voi è tutto così magico e improbabile" (pag. 35)
"Quella frase, oltre a dirmi che non avrei più sofferto il mal di mare, mi comunicava l'intenzione di portarmi di nuovo con sè e mi lusingava. Non riuscivo a capacitarmi della realtà della nostra amicizia e, nonostante le loro continue manifestazioni d'affetto, non riuscivo ad abituarmici e a darle per scontate." (pag. 50)
"Mi sono sdraiato sul letto e ho iniziato a fantasticare sulle situazioni che si sarebbero potute creare: sembravo un adolescente" (pag. 96)
"Quando ci sono di mezzo le ragazze il mio umore non segue mai una linea retta, mi basta un attimo per sprofondare nell'abisso più totale" (pag. 97)
"Nel frattempo passavo moltissimo tempo a pensarla, sdraiato sul letto, guardando fuori dalla finestra, in perfetto stile "sedicenne innamorato". E mi chiedevo in brevi sprazzi di lucidità, chi me lo facesse fare di stare a perdere tutto quel tempo pensando a una ragazza che forse non avrei mai più rivisto." (pag. 108)
"Roma non finisce mai di sorprendermi." (pag. 155)
"[...]era la prima volta che salivo su una moto. Correva come un pazzo. Era una sensazione forte che rasentava la paura. Ridevo di felicità, di eccitazione ed ero contento di stare abbracciato al mio amico; non mi sarei mai più staccato. [...] l'ho abbracciato forte: questa volta non per tenermi, ma per la felicità di essere lì con lui. Credo che abbia percepito la differenza di quell'abbraccio, ho sentito la sua pancia contrarsi leggermente. [...] E quella prova schiacciante della nostra amicizia mi commuoveva." (pag. 169)
"Sentivo battere il cuore ovunque. Mi sono avvicinato, senza spingere. Sono sceso, ho fatto un passo verso di loro. Ci siamo abbracciati. Poi guardati. "io ci sto". "Io ci sto". "Io ci sto!"." (pag. 242)





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