I Liceali: diario della II A di Elena e Daniele

Avevo adocchiato questo libro da un pò di tempo...l'etichetta posta sopra il romanzo diceva:"Il romanzo da cui è stata tratta la serie televisiva". Fiutando un pò d'imbroglio, in quanto questo libro non presenta un autore ufficiale, e pensando fosse solo un'operazione di marketing, avevo rinviato la sua lettura a data da destinarsi. Poi la serie tv de "I Liceali" è andata in onda...e me la sono persa...anche perchè era gli stessi giorni in cui era programmata la seconda serie di "Medicina Generale", che preferivo, in quanto la prima mi era piaciuta. successivamente, mi sono reso conto che in verità "i liceali" stavano diventando un fenomeno di costume...ho guardato un episodio e...non c'ho capito nulla...era una serie da seguire all'inizio! e qui mi son detto:"A questo punto il libro me lo compro!" Detto fatto. Allora, dopo averlo letto, confermo che è assolutamente un'operazione di marketing, in pratica il libro è un'adattatura della sceneggiatura, perchè, avendo poi accompagnato la lettura con la visione della fiction, mi sono accorto che è uguale...anche nei dialoghi...la differenza è che il libro è un tantino più spinto nelle scene di sesso e soprattutto è più gentile nel descriverti alcuni personaggi e più graffiante in altri. Ad esempio, il personaggio emblematico di Rizzo: nel libro è odioso, cafone, arrogante, ma le parole con cui è descritto gli danno umanità. Nella serie se possibile è ancora più insopportabile e fastidioso. La protagonista Elena invece ha una metamorfosi inversa, nel libro è assolutamente antipatica, mentre in tv no. E potrei continuare con tutti i personaggi. la cosa che però più mi ha lasciato perplesso è che, la storia si, è carina, confezionata ad arte per avere un appeal, ma la trovo un pò troppo fuori dall'ordinario. Partiamo dal presupposto che viene descritta una realtà che conosco molto bene: gli anni del Liceo, in un Liceo Classico rinomato. Stesso percorso di studi che ho fatto io. Bene...sono passati neanche 7 anni che ho finito la scuola...non mi sembra un'enormità di tempo...da me quei macelli non succedevano, punto. Per l'amor di Dio...i ragazzi di ora saranno più emancipati e più avanti...ma vi posso assicurare che il liceo classico non lascia tutta quella libertà di tempo per farsi i cavolacci propri...è abbastanza opprimante come scuola...bella, anzi bellissima...ma opprimente! Detto questo, e sempre assolutamente pronto ad essere smentito, che dirvi, il libro è carino, non male, soprattutto nella parte finale acquista punti,e si lascia leggere bene! Se non avete niente di meglio, può essere un buon passatempo!
"non dobbiamo dimenticare quegli atti di coraggio grazie ai quali gli uomini vivono" legge da un libro ai suoi ragazzi "il coraggio della vita quotidiana è spesso uno spettacolo meno grandioso del coraggio di un atto definitivo" (pag. 98)
"Lei chiude gli occhi. "Ho paura, un pò" dice. "Anch'io" Perchè quella è la prima volta per entrambi" (pag. 273)





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